"Cantico del caos"
Mathieu Belezi
Gramma Feltrinelli
"Per la volontà di una mano irriducibile e vendicativa
I ventri obesi delle nuvole si aprirono di colpo
Riversando sulla terra e gli umani che la popolavano
Acque rovinose che non risparmiarono niente e nessuno
Onde arruffate sfondarono a spallate
Fabbriche e magazzini, banche e amministrazioni
E i grattacieli di novantanove piani
I parcheggi immensurabili, le migliaia di corsie di autostrade."
Poesia e prosa si inseguono in "Cantico del caos", pubblicato da Gramma Feltrinelli e tradotto da Maria Baiocchi.
Visivo, immaginifico, apocalittico ha la parvenza di una predizione.
Théo fugge da un mondo in rovina e in quel suo viaggio leggiamo la sintesi delle incertezze che viviamo di fronte ad un tempo instabile e decadente.
Nel ritmo e nella espressività sonora del testo riconosciamo macerie non solo fisiche.
È lo spirito che viene intaccato, è il corpo che risente della furia degli elementi.
Un'odissea postmoderna che ci porterà lontano mentre le sirene dei nostri desideri ci attraggono e ci spaventano.
Il romanzo, finalista al Prix Jean Giono 2025, acclamato in Francia, esce da ogni schema narrativo.
Racconta una realtà alterata urlando con forza le colpe dell'uomo.
Accanto a Théo, Chloé e i suoi figli fanno da sponda ad una solitudine glaciale.
E nel percorrere orizzonti in cerca di spazi ancora abitabili delimitano un bisogno che ha radici antiche.
Sopravvivere significa resistere e sognare.
Mathieu Belezi ci regala il suo sogno e la sua speranza.
Compone un inno dove ancora la forza di volontà e la complicità emotiva riusciranno a salvarci dal declino.
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