Passa ai contenuti principali

"Il colore viola" Alice Walker Sur Edizioni




Tornare a leggere "Il colore viola" nella nuova edizione firmata BIGSUR è un'emozione fortissima. 
Sono passati tanti anni ma quella storia è rimasta impressa nel cuore. Impossibile dimenticare Celie e Nettie.
Destini segnati dalla brutalità maschile e dalla discriminazione razziale. 
Quando Alice Walker pubblicò il suo libro si fece portavoce di una generazione e non solo di un popolo. Affrontò temi scontanti, non ebbe timore nel raccontare l'amore nella sua interezza. 
Fece luce sullo schiavismo, fotografò etnie africane, delineò i contorni di una cultura maschilista.
Intrecciò più storie senza mai perdere di vista il nucleo centrale del narrare.

"Io non so come si fa a lottare. L'unica cosa che so fare è restare viva". 
Parole come pietre valide ancora oggi per tante donne che non hanno trovato la strada di una liberazione mentale e fisica.
L'attualità del romanzo lascia senza fiato e nello scorrere delle pagine si percepisce che il grido di ribellione diventa più forte. 
È una scala da percorrere tutta, arrivare in cima con la consapevolezza che esiste la libertà di poter scegliere.
Testo femminista non solo per i contenuti ma anche per una scrittura provocatoria, ribelle.
Non è casuale la forma epistolare che si tramuta in monologo mai chiuso in sè stesso. C'è un'apertura agli eventi quotidiani, ai personaggi che ne animano la trama, alle riflessioni che diventano interrogativi. 
"Piango e piango a più non posso. Mi sa che sto ricordando tutto". Quella memoria di violenza carnale subita in silenzio artiglia ogni fibra e finalmente si fa confessione.
La delicatezza della scrittrice nel dare spazio alle figure femminili è spiazzante, invita a studiare le espressioni del volto e del corpo. Perchè nel testo è questo che succede: si incontrano le anime tormentate, confuse, disorientate.
Il dialogo costante con Dio non è una fuga verso una religione imposta. È il bisogno di capire cosa significa avere fede.
"Io adoro la gente": perdonare, andare avanti, credere nell'umanità che si evolve. Una speranza che ci avvolge e ci regala coraggio.
Grazie agli amici Sur🌻

Commenti

Post popolari in questo blog

"I lupi dentro"Edoardo Nesi La Nave di Teseo

  "I lupi dentro" Edoardo Nesi La Nave di Teseo Non credo che "I lupi dentro", pubblicato da La Nave di Teseo, chiuda un cerchio. È il teatro che irrompe con la sua vitalità in una brillante ricollocazione dei personaggi che già conosciamo. Torna Fede Carpini che avevamo incontrato in "Fughe da fermo". Cambia lo scenario storico e politico, resta un'elegia malinconica che pervade le pagine. Si è conclusa un'epoca lasciando macerie e nelle vicende del protagonista è inscritta la traiettoria italiana. Ancora una volta Edordo Nesi ci regala un romanzo collettivo, una voce corale dove la memoria è un pericoloso cunicolo. Giocando sul passato e sul presente, sui cambiamenti di tonalità, sui falsi miti degli anni Ottanta, l'autore scolpisce quel che eravamo e quel che siamo diventati. Il tracollo economico è solo un pretesto per accendere le luci su un'economia che ha spazzato via un apparato produttivo fertile e creativo. Lo scrittore registra c...

"Pathemata" Maggie Nelson Nottetempo Editore

  "Pathemata"  Maggie Nelson  Nottetempo Editore  "Sto cercando di farmi amare." Un dolore fisico diventa sperimentazione di una scrittura che attraverso la frammentazione è un percorso liberatorio di conoscenza del Sé. Il corpo attraverso la bocca esprime un disagio che va analizzato e compreso. "Pathemata", pubblicato da Nottetempo Editore grazie alla traduzione di Alessandra Castellazzi, rifugge da ogni classificazione letteraria. Come nel precedente "Bluets" il breve testo entra in contatto con quella parte più intima della coscienza. Si fa racconto di episodi passati, di una relazione amorosa complicata, di ciò che significa amare. Esplicita attraverso il sogno la perdita del padre e dell'amica e nello spezzettamento sintattico prova a ricucire poesia e pensiero, parola e consapevolezza. Maggie Nelson ha il potere di trasmettere in un testo breve il senso di una sofferenza che è plastica, malleabile, privata e pubblica. La letteratura di...

"Volevamo magia" Matteo Quaglia Nottetempo Editore

  "Volevamo magia"  Matteo Quaglia  Nottetempo Editore  "La realtà non ci era sufficiente, eravamo alla costante ricerca dell’incanto. Volevamo incrinare lo specchio. Volevamo magia." Matteo Quaglia al suo esordio narrativo racconta stati d'animo e disorientamenti di una generazione alla deriva. Lo fa con uno stile compatto e una forte competenza letteraria e cinematografica. "Volevamo magia", pubblicato da Nottetempo Editore, è la ricostruzione di un tempo storico, il viaggio verso il senso dell'esistenza, la ricerca smaniosa di quel quid che forse non esiste. Ambientato a Trieste, il romanzo non perde mai l'oggettività. L'oggi è immobile, disarmonico, sfuggente. Non è casuale la figura di Ludovica, donna dalle mille sfumature e dai tanti misteri. Per il protagonista è l'irraggiungibile, il controcanto, lo spazio illusorio di una via di fuga. Il libro scatena riflessioni e interrogativi. Costringe a guardare oltre il monotono fluire de...