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"L'ultima intervista" Eshkol Nevo Neri Pozza







"Non siamo tutti Amos Oz.
Non abbiamo tutti sempre pronta una risposta articolata a ogni domanda."

Leggendo questa frase si sorride perché Eshkol Nevo in "L'ultima intervista", pubblicato da "Neri Pozza, ci apre il suo universo.
Non aspettatevi solo la storia di un'esistenza, seppure ricca di interessanti eventi.
Lo scrittore con una verve a volte ironica a volta tagliente racconta la contemporaneità. 

"C'è un limite alla schiettezza"

Ci si accorge invece che quel confine si può varcare se si ha l'onestà di lasciare il nostro Narciso.
È questa la tecnica narrativa: far fluire la parola senza tentare di essere al centro.
Un tirarsi fuori anche quando si parla di aneddoti personali, un desiderio di riannodare i tanti fili che spesso si aggrovigliano. Incontri, viaggi, amori, luoghi, profezie politiche: un susseguirsi incessante di riflessioni.
Si legge, si torna indietro, si cerca di mettere a fuoco un evento e si ha la sensazione di essere nel Paese dei Balocchi.
Tutto è ancora da scoprire, un gioco infinito tra lezioni di scrittura, abbracci che sanano e certezze che volano al vento.



"Programmiamo i nostri sogni?"

Ci si chiede se il testo sia già un sogno ad occhi aperti, un viaggio nella mente di un uomo che nella scrittura ha saputo trovare la cifra di tante contraddizioni.
Indagare sulla verità anche quando è scomoda, confrontarsi con le ferite di una terra amata, scegliere di sciogliere il nodo della paura ancestrale di non avere più l'ispirazione.
Non un esperimento letterario ma una grande prova di maturità letteraria dove nella solitudine si rimettono insieme i pezzi del proprio Io.


"È quasi impossibile non restituire l'amore che ricevi".

Forse è questa la più grande lezione, "salvarsi dal labirinto degli specchi" donandosi completamente.


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