"Il custode" Niccolò Ammaniti
Niente è affidato al caso in "Il custode".
La scelta scenografica del paesaggio di Triscina, borgo di case sbilenche e in rovina, i colori di una natura selvaggia, la Sicilia arcaica, il dialetto ruvido, la mafiosità aggressiva sono alcune coreografie di un romanzo che non può essere ascritto a nessun genere.
Ammaniti sa essere unico e nel gorgo del mistero sa dosare ironia e pathos.
Il tredicenne Nilo, la madre Agata, la zia Rosi sono prigionieri di un sistema che non prevede riscatto.
Quando entrano in scena Arianna e la figlia Saskia si spezza l'incantesimo del male.
Forse si apre uno spiraglio di luce o è solo una chimera che appare e scompare.
Una favola nera, un viaggio mitologico, l'ignoto con le sue incognite: ancora una volta l'autore semina indizi.
Sta a noi scegliere il percorso o semplicemente accettare l'insoluto.

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