"Rimpatrio"
Ève Guerra
Gramma Feltrinelli
"Esistono almeno due facce del padre, una luminosa e l'altra nella foresta dove nessuno riesce più ad entrare, la faccia di mio padre impazzito per l'eccesso di alcol."
La notizia della morte del padre arriva inaspettata in un giorno di primavera.
Annabella, quando la madre l'abbandona, incapace di reggere le violenze del marito, vive con quest'uomo che sa essere amorevole e dispotico.
Un rapporto ambivalente, soffocante.
Ève Guerra ha una scrittura perfetta, incisiva, graffiante.
Nel raccontare il conflitto interiore della protagonista ci fa vivere la rabbia, il risentimento, il bisogno di prendere le distanze da un padre che l'ha delusa.
Piano piano di fronte alla morte di colui che ha tanto amato e odiato impara a fare i conti con il passato e con sé stessa.
"La voce paterna non si dimentica mai: è il suono cucito eternamente al cuore.
Ho appoggiato le guance al pavimento per raffreddare la testa gonfia di suoni e mi è sembrato che l'intero corpo mi si strappasse in petto."
Riportare la salma dal Camerun in patria, sfidare la burocrazia è un atto fortemente simbolico.
È il tentativo di assolvere ed assolversi.
"Rimpatrio", pubblicato da Gramma Feltrinelli e tradotto da Anna D'Elia, vincitore del Prix Goncourt opera prima 2024 e Vincitore del Prix Transfuge opera prima 2024, ci ricorda che si può ricominciare affidandosi alla letteratura che resta unico appiglio quando il dolore distrugge ogni certezza.
Un romanzo sublime, intimo, dove ogni parola è una lama tagliente.
Bellissimo ❤️

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