"Quando le donne uccidono"
Alia Trabucco Zerán
SUR
"Un uomo che uccide, non importa quale sia il movente e chi la vittima, quali l’arma e le circostanze, non mette in discussione la propria mascolinità. Il suo atto violento rientra nel novero delle possibilità e addirittura ne conferma la condizione di vero uomo. Una donna che uccide, al contrario, è doppiamente fuorilegge: fuori dalle leggi penali codificate e fuori dalle leggi culturali che regolano la femminilità."
"Quando le donne uccidono", pubblicato da SUR grazie alla traduzione di Gina Maneri, è un testo necessario perché ci invita a capire cosa succede quando deludiamo le aspettative di una società che ci vuole Madonne.
Il libro si muove tra il true crime e l'indagine antropologica senza mai abbandonare lo spirito critico e l'intransigenza.
Attraverso ritagli di giornale, sentenze, atti giudiziari vengono esaminati 4 omicidi compiuti da donne dal 1916 al 1963.
"Il Cile ha voluto dimenticare Corina Rojas, Rosa Faúndez, Carolina Geel e Teresa Alfaro. Ha voluto occultarle dietro la spessa cortina dell’amore, la passione e la gelosia, farle scomparire dietro la maschera di una Quintrala o una Medea. E io, in queste pagine, voglio far cadere quella maschera una volta per tutte."
L'obiettivo di Alia Trabucco Zerán non è solo quello di raccontare eventi che volutamente sono stati cancellati.
L'autrice denuncia un atteggiamento, un modo di pensare che attribuisce alle figure femminili un'aura di purezza.
Una cultura maschilista non può accettare che il male non ha genere e che nel violare le regole ci sia una forma certamente contestabile di ribellione.
Da leggere per ricordare che dietro ogni donna si nasconde una persona.
Il libro ha note polemiche e atteggiamenti propositivi.
Il femminismo deve avere il coraggio di demitizzare gli angeli del focolare.

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