"Padri nostri" John Niven Einaudi Stile Libero
Quando inizierete a leggere "Padri nostri" sappiate che non riuscirete a fermarvi fino al finale.
Mettetevi comodi perché inizia un'avventura che vi coinvolgerà tanto da perdere il senso del tempo.
Dan, sceneggiatore televisivo, precisino, benestante.
Jada, furfante, giocatore d'azzardo, donnaiolo.
Queste due figure così dissimili, provenienti da ceti sociali differenti, si incontrano casualmente nel reparto maternità di Glasgow.
Entrambi padri ma con una visione e un approccio incompatibili.
Sembra una commedia che mette in scena le fragilità dell'uomo contemporaneo.
Non rilassatevi perché con John Niven non si sa mai cosa potrà succedere.
Il destino colpisce come una tempesta e apre una voragine nell'esistenza abitudinaria di Dan.
Sembra impossibile ma sarà proprio Jada con metodologie non sempre ortodosse ad occuparsi di quello che considera un amico.
Non mancano i colpi di scena che mostrano quanto il dolore possa trasformare l'essere umano.
Fino all'ultimo rigo l'autore riesce a sorprenderci.
Questo è certamente uno dei migliori romanzi di Niven.
Intreccia ironia e tragedia, racconta la paternità con parole sublimi, descrive una società sbandata ma ricca di umanità.
Ridona senso ad un fonema abusato come l'amicizia.
Intriganti le figure femminili, pronte a guidare il timone quando la barca sta per affondare.
Un libro meraviglioso, articolato, capace di scatenare riflessioni.
Correte in libreria!

Commenti
Posta un commento