"Volevo un té al limone"
Fabio Macaluso
Marsilio Editore
Chi di noi non ha sentito il bisogno di superare il senso di colpa che mette all'angolo?
Chi non ha sentito che la propria autostima si stava sgretolando?
Chi non si è sentito avvolgere da un solo colore, "una colata di grigio" che frantuma i colori?
Il giurista Fabio Macaluso ci permette di rivivere sensazioni che abbiamo tentato di sotterrare in quell'anfratto del subconscio che per comodo o per paura nascondiamo anche a noi stessi.
Con una prosa elegante, molto colta, priva di artifici lo scrittore ci regala la sua storia.
Lo fa con pacatezza e rispetto, con il coraggio di chi non ha paura di essere stigmatizzato.
Il libro, proposto al Premio Strega 2026, pubblicato da Marsilio Editore, ha come sottotitolo "La mia vita da bipolare."
Non aspettatevi pagine senza respiro, dolorose, retoriche.
Se è vero che la malattia mentale è compagna ingombrante, il romanzo è arioso, divertente, fiducioso.
È una finestra aperta sul desiderio di farcela, di tornare a camminare.
È la luce che sconfigge il buio, è la presenza di genitori accoglienti, è il conforto di amici veri.
È la disciplina, l'amore, la consapevolezza.
È quel passo a tratti incerto ma mai ripiegato su sé stesso.
È la certezza che la scrittura è salvifica.
Che la letteratura deve sconfiggere i pregiudizi.
È l'analisi di un sistema sanitario che deve ancora fare molta strada.
È la speranza che esista una brezza leggera che accarezza e consola.
È l'esperienza di un uomo che non si è lasciato piegare, che dalla sofferenza ha imparato ad ascoltare.
Un libro bellissimo che ci appartiene e ci ricorda che "siamo fatti di memoria."
Grazie Fabio per averci regalato la tua vita, per aver condiviso il tuo dolore, il tuo sorriso, la tua fiducia, il tuo desiderio di vivere

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