"Maledetti uomini"
Andrew Walden
Iperborea
"Una volta ho avuto sette padri in sette anni.
Questo è il racconto di quegli anni.
Se ci sono cose che ti sembrano inventate, puoi stare sicuro che invece sono vere."
"Maledetti uomini", pubblicato da Iperborea e tradotto da Laura Cangemi, ha risonanze classiche pur mantenendo un linguaggio moderno.
Ricorda Mark Twain ma ha una cifra stilistica molto ironica.
Colpisce il dualismo tra un umorismo dissacrante e una vena di tristezza.
La voce del bambino protagonista si accompagna allo sguardo dello scrittore.
Si ha la sensazione che i due camminino insieme.
Padri che cambiano e la voce del piccolo Andrew che cerca di interpretare il mondo.
L'Artista, il Ladro, il Mago delle Piante, l'Assassino, il Pastore, il Canoista pur con modalità differenti rappresentano figure instabili, inaffidabili.
Splendida la madre sempre pronta a fuggire quando quello che crede amore si sfalda mostrando il volto dell'illusione.
Andrew Walden non scrive solo uno splendido romanzo di formazione.
Mostra l'imperfezione della sua Svezia, racconta la violenza con quel distacco necessario per continuare a credere nella famiglia.
Ci regala l'universo di chi cerca le proprie radici e sopravvive ai traumi.
"Senza dubbi non si può sperare."

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