"La stagione delle case vuote" Francesca Scotti Hacca
Racconti brevi, fluidi, luminosi.
Immagini che si aprono come fiori in primavera.
Figure stilizzate colte nell'attimo nel quale si ferma il tempo.
Luoghi che celano piccole, invisibili trame e illusorie metafore.
Parole rarefatte, velate da quel non detto che ci invita ad andare oltre i fonemi.
Il Giappone con le sue magiche visioni, le case come luoghi dove forse tutto potrebbe essere possibile.
"La stagione delle case vuote", pubblicato da Hacca, candidato al Premio Strega 2026, è il futuro che si intravede appena, l'occasione che sfuma, la percezione del mistero.
Nella perfezione di una scrittura poetica e a tratti soprannaturale Francesca Scotti ci regala l'impossibile. Quel tratto che vorremmo percorrere, quel confine che vorremmo superare.
È lo spazio opalescente di desideri e sogni, di virtuosismi letterari, di attese e di speranze.
È l'immaginario che attrae e ci spaventa. Complimenti all'autrice.

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