"Brava Giulia"
Anna Toscano
Nottetempo Editore
"A Giulia mancano molto le parole, le parole nella sua lingua madre, le parole così assenti nella sua casa ma così tante nelle altre case; le case in cui la gente ride, gli oggetti cadono facendo rumore, lo stendino della biancheria sta per giorni nelle stanze, il bagno è pieno di calcare e in cucina ci sono piatti nel lavello."
Mi ha commossa profondamente "Brava Giulia", pubblicato postumo da Nottetempo Editore.
Anna Toscano, poetessa, critica letteraria, docente, non c'è più e si sente la mancanza del suo rigore intellettuale, della competenza stilistica, delle parole eleganti, liriche, essenziali.
Il romanzo è ambientato a Venezia, città ambivalente, sfuggente, magica e inquieta.
Tre personaggi, figlia, padre, madre.
Voci differenti che nell'uso dello stile scandiscono una distanza emotiva.
Lui intransigente, convinto di tenere tutto sotto controllo.
La madre presente e assente, Giulia, convinta da bambina che gli uomini non parlassero.
Una famiglia chiusa nel silenzio, in un silenzio che è corazza e difesa, abitudine o forse semplicemente paura di mostrare fragilità.
Forti gli echi della poetica di Goliarda Sapienza, alla quale la scrittrice dedicò anni di studio.
L'immediatezza del linguaggio, puro, limpido, essenziale, la scelta di differenziare la comunicazione, lo sguardo che supera e sconfigge i silenzi creano un'alchimia poetica.
L'arte diventa scoperta e necessità per trovare un varco, per unire e interpretare il reale.
Sciogliere i nodi, liberare dagli involucri stereotipati che rinchiudono in categorie, aggiustare ciò che si è frantumato.
Anna Toscano ci lascia un testamento culturale più che mai attuale.
Ci indica la strada del contatto, della condivisione, della comprensione.
Ci invita a non sprecare fonemi, a farli luccicare, a dare spessore e profondità.

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