"Agata del vento" Francesca Maccani Rizzoli
Un'isola che raccoglie il sospiro del vento.
Lipari, roccia e porto, campagna che si stempera nel blu.
Terra che conosce fatica e migrazione.
Paese dove il reale è solo uno scoglio disperso nell'immenso, dove il canto delle onde porta con sé misteri e strane magie.
Dove covano passioni proibite, sogni impossibili e tradizioni millenarie.
Dove le donne di notte escono a pescare e con gesti precisi governano le barche.
Dove il soprannaturale è un inciampo e una vergogna.
Dove gli uomini decidono le sorti delle loro femmine.
In questo contesto nasce Agata.
Lentamente comprende di possedere un dono grazie ad un legame inscindibile con Eolo, capriccioso ed esuberante dio.
"Agata del vento", pubblicato da Rizzoli, è storia antica ambientata nei primi anni del Novecento.
Restituisce un tempo e un luogo dove il fascino dell'arcano si mescola con una quotidianità stanca, sempre uguale.
Francesca Maccani con una scrittura ricca di sfumature ci offre un'altra Sicilia.
Quella dei cunti e del mito, delle parole sussurrate, dei legami difficili, delle maternità sofferte, dell'esilio e della separazione.
Un universo di regole non scritte, soffocanti come gabbie.
Riesce a regalarci un personaggio pieno di luce che non si piega e non si arrende.
Mentre la trama nella compattezza di una composizione matura esplora l'inconscio sentiamo vibrazioni che ci attraggono.
Quella giovane siamo noi quando abbandoniamo gli stereotipi e navighiamo libere verso nuovi lidi.
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