"L'isola dei femminielli"
Aldo Simeone
Fazi Editore
"Lo sapranno i ragazzi che crescono adesso, che cosa li attende?"
Le parole di Cesare Pavese tratte da "Dialoghi con Leucó" non sono un esergo casuale.
Introducono il messaggio che Aldo Simeone vuole trasmetterci.
Hanno il potere di ricordarci che dobbiamo essere paladini e testimoni della democrazia, che le dittature provano ad uccidere le diversità.
"L'isola dei femminielli", pubblicato da Fazi Editore, ripercorre il torto subito da tantissimi omosessuali che durante il regime fascista furono confinati nelle isole Tremiti.
Perfetta e dettagliata la collocazione storica in un romanzo che racconta l'isolamento, le sofferenze, i pensieri, i segreti di un gruppo di uomini, privati di ogni diritto.
Per il protagonista Aldo trovarsi a contatto con questa comunità significa crescere, confrontarsi con un modo di pensare e di essere differente dal suo.
Ogni personaggio con il suo privato arricchisce il libro di frammenti necessari per comprendere la complessità dell'essere umano.
Ogni parola, ogni respiro, ogni sgomento viene condiviso negli spazi angusti di una baracca.
In questa mescolanza di umori si crea una sorta di complicità che niente ha a che vedere con la sessualità.
Con purezza ed equilibrio l'autore ci regala un pezzo di passato.
Lo fa con sguardo acuto e sincero e certamente per ricordarci il valore dell'individuo indipendentemente dai suoi orientamenti sessuali.
"Questa storia non ha un finale, ma tanti diversi, a seconda di quanto lunghe o brevi siano state le vite dei suoi protagonisti.
In molti casi, è incompiuta."
Complimenti allo scrittore che ha reso giustizia alla verità.
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