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"Il bambino" Fernando Aramburu Guanda Editore

 


"Il bambino" 

Fernando Aramburu 

Guanda Editore 





Ancora una volta Fernando Aramburu tocca il cuore dei lettori scrivendo un testo che va oltre la cronaca di un fatto realmente accaduto.
Nell'esplosione di gas che nel 1980 devastò una scuola nei Paesi Baschi persero la vita tanti piccoli studenti.
A loro dedica "Il bambino", pubblicato da Guanda Editore e tradotto brillantemente da Bruno Arpaia.
Quel nome Nuco è simbolo e memoria di una tragedia.
L'autore riesce a trasformare la narrazione in una analisi psicologica raffinatissima.
Affida ai personaggi il compito di mostrare le varie sfaccettature del dolore e in questa costruzione letteraria compie un giro di boa.
Le voci si alternano cambiando registro narrativo e creando una sorta di doppia sceneggiatura.
La figura del nonno che ogni giovedì si reca al cimitero e che intrattiene con il nipote un dialogo continuo ricorda a tutti noi che l'esperienza della perdita è vissuta soggettivamente cercando di trovare strategie emotive per sopravvivere.
Può apparire disturbante la reazione della madre se ci si accontenta della superficie.
Scavando tra le sue parole si ha la percezione del bisogno statico di proteggersi dalla furia della disperazione.
Il padre con il suo candore bilancia ed equilibra le tonalità del romanzo.
La carta vincente assolutamente innovativa è l'introduzione di qualcosa che va oltre la tecnica.
Scritti in corsivo troviamo i commenti non dell'autore ma del testo.
È come se un personaggio altro uscisse allo scoperto offrendo la lettura del punto di vista dello scrittore.
Pagine raffinatissime dove emerge il conflitto interiore di Aramburu e il rispetto per i suoi lettori.
Privo di enfasi, essenziale, scarno di aggettivi, misurato nelle introspezioni il libro è un capolavoro.
Un viaggio nell'animo umano sincero, profondo, sentito.




















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