"Un americano tranquillo"
Graham Greene
Sellerio Editore
"Sfortunatamente, ogni conflitto coinvolge sempre degli innocenti. Sempre, ovunque, c’è una voce che piange da una torretta."
Ambientato a Saigon durante la prima guerra d'Indonesia, "Un americano tranquillo", pubblicato da Sellerio Editore grazie alla traduzione di Alessandro Carrera, riesce a seguire diversi filoni narrativi.
Un reportage di guerra si contrappone ad una trama che gioca molto sulle ambiguità.
Il romanzo, scritto nel 1955, ruota intorno a tre personaggi.
Fowler, cronista inglese, rappresenta l'occhio imparziale, l'americano Pyle è la figura di rottura, l'anello debole nel meccanismo simbolico del testo, Phuong è la bellezza sfuggente di un paese stremato.
Nel triangolo amoroso si evidenziano le fratture emozionali e i desideri irrealizzati.
Leggendo ci si chiede come si può bilanciare privato e pubblico, amore e devastazione.
Solo un Maestro come Graham Greene riesce nell'intento.
Le vicende personali diventano specchio di una incertezza collettiva e tra Bene e Male, morale e ragione la distanza è breve.
Ci perdiamo per le strade di una città che sembra assorbita dalla nebbia, assistiamo ad interrogatori che mostrano la stupidità di un sistema governato da regole senza senso.
Splendida la prefazione di Zadie Smith e interessante la lettura di Domenico Scarpa.
Che si tratti davvero di un "romanzo psicologico d'azione"?
Da leggere perché "prima o poi bisogna sapere da che parte stare se si vuole restare esseri umani."
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