"Il caso ombra"
Thomas Pynchon
Einaudi Editore
Stile Libero
Chi ha letto le opere di Thomas Pynchon sa che è un autore eclettico, geniale, imprevedibile.
I suoi libri portano in un universo labirintico, figurato, mai banale.
Per certi versi apocalittico ma capace di anticipare le discrepanze di un mondo sull'orlo del delirio.
"Il caso ombra", pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero e tradotto da Gianni Pannofino, arriva in libreria dopo 12 anni riuscendo a coinvolgere in un'avventura multicolor.
Suggerisco di seguire il flusso impetuoso della narrazione lasciandosi sorprendere dalle invenzioni e dai tanti rivoli costruiti ad hoc per creare un'atmosfera che ricorda una intrigante scacchiera dove le mosse nascono dallo studio accurato di un genio.
Il romanzo ha le parvenze di un noir ma non illudetevi.
Il protagonista è l'investigatore Hicks McTaggert costretto ad occuparsi della sparizione di Daphne Airmont, figlia di un magnate, considerato l'Al Capone del Formaggio.
L'obiettivo dello scrittore è quello di raccontare il passato per svelare il presente.
Siamo nel 1932, un tempo incerto non solo a Milwaukee.
Il viaggio che compie il nostro personaggio apre le piste per uno sguardo all'Europa e all'avvento del fascismo.
Nelle caricature delle losche figure che entrano ed escono dalla trama, nel sarcasmo che impregna alcune scene, nel disincanto ironico, nell'accelerazione linguistica si coglie la velocità del pensiero di un uomo che sa sbalordire.
Un viaggio che travolge ogni certezza, che ci illumina sugli intrighi internazioni, sui poteri occulti, sulle ombre che ieri come oggi incombono su di noi.

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