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"Frammenti di un discorso di classe" Giusi Palomba Einaudi Editore

 


"Frammenti di un discorso di classe"

 

Giusi Palomba

 

Einaudi Editore 



 



"Volevo avere una storia e desideravo scriverla senza vergogna. Volevo immergerla nel fermento che aveva fatto nascere le altre, piú o meno simili alla mia, e circondarmi di simboli, visioni e interpretazioni che la ampliassero."

Leggendo "Frammenti di un discorso di classe", pubblicato da Einaudi Editore, rivivo la mia infanzia e adolescenza.

Giusi Palomba trova le parole esatte per raccontare cosa significhi provenire da una famiglia del sud dove fin da piccoli si è educati al silenzio, dove la cultura è un nemico, dove i libri sono un peccato.

Le figure dei nonni materni che hanno conosciuto il lavoro nei campi, la rassegnazione dei genitori che di fronte alle calamità fanno un passo indietro, convinti dell'invincibilità del fato, i racconti del passato frammentati forse per paura di farli ritornare rendono perfettamente lo status di un nucleo familiare che si chiude in sé stesso.

Giusi ha il coraggio di rompere la gabbia di un'ignoranza e di una forzata invisibilità.

Ne analizza le cause, impara a liberarsi dalla vergogna.

Non è un percorso facile e l'indipendenza economica è frastagliata da lavori saltuari.

Il libro non è una confessione ma un testo politico nel senso più alto del termine.

L'esperienza in Spagna e in Scozia sono il trampolino di lancio per osservare il mondo.

Per capire cosa c'è dietro la segregazione culturale, quali cause hanno portato le destre populiste al potere.

Ampio spazio è riservato alla difficoltà delle donne nell'affermare il proprio diritto a scrivere.

Dalla Woolf alla Ernaux il dibattito diventa letterario.

L'autrice partendo dal suo vissuto costruisce un percorso collettivo, dando suggerimenti per imparare a parlare alla gente comune.

Per far uscire la cultura dai circoli esclusivi e farla arrivare nelle piazze, nelle case di tutti.

Per comprendere la follia del razzismo e combatterlo con gesti concreti.

"Parte della rivolta che ho portato avanti contro la mia eredità è stata recuperare il terreno dell’azione, pensare che anche io, proveniente da un contesto senza alle spalle storie epiche e senza grandi narrazioni all’orizzonte, potessi agire nel mondo, anche in maniera minima, e non soltanto subirlo passivamente."

Un testo che insegna a non perdere i valori del passato  arricchendoli di nuovi contenuti.

Un inno alla speranza.

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