"Contando i chador Un'infanzia a Teheran al tempo della rivoluzione"
Paola Dezza
Neri Pozza
" Era il 1977, avevo nove anni, un caschetto di capelli castani lisci come spaghetti e mi trovavo a più di quattromila chilometri dalla mia casa di Milano, in un Paese sconosciuto e al momento impenetrabile."
Mi è piaciuto molto "Contando i chador Un'infanzia a Teheran al tempo della rivoluzione", pubblicato da Neri Pozza.
Un'esperienza filtrata dagli occhi innocenti di una bambina che arrivata da Milano osserva con la purezza dell'infanzia l'Iran.
Senza infingimenti la sua voce arriva a noi in maniera genuina.
La quotidianità, le piccole e grandi differenze culturali, gli odori, i colori, i luoghi sembrano disegni che insieme costruiscono un affresco.
"Volevamo gli gnocchi della domenica, quelli al ragù della nonna di Cinisello (la mamma della mamma), che portavamo a casa, quando avanzavano, da scaldare in padella per poi litigarci la crosticina croccante."
C'è un prima e un dopo in una terra in bilico tra tradizione e innovazione.
Il ritorno dell'Ayatollah Khomeini è la svolta che fa precipitare gli eventi.
È come se una nube gigantesca offuschi la visione costringendo in uno spazio angusto.
La scrittura è limpida anche nei momenti più critici.
Il ritorno in Italia non cancella i ricordi, lascia una scia di impressioni e visioni.
La giornalista e scrittrice Paola Dezza ci regala una pagina di storia e di costume.
Non credo sia casuale il titolo che diventa simbolo per raccontare la condizione femminile.

Commenti
Posta un commento