"Le sussurratrici"
Giulia Paganelli
Edizioni e/o
"La rabbia è un bisbiglio, un segreto depositato all’orecchio. È come l’acqua di un fiume che riflette al contrario. Con le unghie, piano piano, sale dal ventre, come una notte di sogni che arrivano da lontano. Non ha fretta, si crea spazio spazzando via la polvere dell’abitudine, prende la forma del contenitore che la accoglie, filtra tra le tende come una brezza leggera."
Mi ha affascinata e conquistata "Le sussurratrici", pubblicato da Edizioni e/o perché finalmente dà voce a quei sentimenti che sono negati alle donne.
La rabbia, la ribellione, il bisogno di evadere dalla violenza fisica e psicologica trasforma le protagoniste da comparse in attrici principali.
Una saga familiare che ha inizio nel 1930 nei colli modenesi.
Giulia Paganelli intreccia il destino delle sue donne alla Storia e ai rituali della sua terra.
Sarà nonna Caterina a trasmettere ad Adelasia la capacità di percepire "il sussurro."
Questo dono sarà una forza che darà la forza ad Adelasia ad allontanarsi dal marito violento, trovando pace alla Villa delle Buone donne, dove accoglierà altre figure femminili.
Si crea una comunità che rompe gli schemi imposti dal maschilismo dominante.
L'autrice offre un taglio antropologico senza rinunziare al percorso individuale delle sue donne.
Tra realismo magico e complicità il romanzo è un viaggio nella psiche e nel corpo.
È il trionfo dei sensi, la capacità di interpretare il mistero, la luminosità di scelte coraggiose.
La scrittura impeccabile scalfisce il nostro modo di vederci.
Ogni figura è il nostro specchio e osservandoci scopriremo doni che non conoscevamo o che ci hanno impedito di sviluppare.

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