"L'ultima duchessa"
Caroline Blackwood
Gramma Feltrinelli
"Mrs Simpson era una minaccia per la Chiesa e la monarchia, il simbolo del sesso e del male. La sentii descrivere come "la schifosa divorziata americana"
Chi era veramente Wallis Simpson, duchessa di Windsor?
Spinta da questa curiosità Caroline Blackwood accetta l'incarico del Sunday Times di intervistarla.
Si reca a Parigi ma ben presto scopre che la donna vive blindata, affidata ad un'avvocata ebrea francese, Maître Suzanne Blum.
"L'ultima duchessa", pubblicato da Gramma Feltrinelli e tradotto da Sara Prencipe, si differenzia da "Il destino di Mary Rose".
Questa nuova prova letteraria vede come co-protagonista la stessa autrice, nata in una aristocratica famiglia angloirlandese.
Il suo sguardo è impietoso nei confronti di un mondo che conosce bene e dal quale ha cercato di allontanarsi.
Emerge nel romanzo la necessità di comprendere le intenzioni della Blum.
Figura inquietante e certamente manipolatrice, pronta a difendere la privacy della sua protetta.
Ma si tratta di vera protezione?
È questo il fulcro del testo che trascina all'interno di un teatro di menzogne e omissioni.
La scrittura inizialmente non lascia trapelare i pensieri della scrittrice che si proietta come osservatrice dei fatti.
Eccellente nel delineare profili borderline la Blackwood costruisce una trama a più strati dove ciò che conta è la verità.
Acclamato dalla critica internazionale il testo è un brillante ritratto di un'epoca e al contempo una meravigliosa rivisitazione di un personaggio storico mai accettato dai reali.
Un viaggio nei meandri della vecchiaia, nel pericoloso potere dei manipolatori, negli equilibri instabili della mente.
Da leggere assolutamente per imparare a discernere tra chi ti vuole prigioniero e chi cerca di proteggerci.

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