"Corpi e confini"
Sarah Aziza
Gramma Feltrinelli
"Ci sono cose che un corpo non dimentica. C’è un tipo di paura che entra nel sangue, si mescola dove non possiamo vedere. E c’è un dolore che vive lontano dal linguaggio, una creatura degli abissi, senza occhi. Sotto la pelle, conserva la memoria e il tempo."
"Corpi e confini", un titolo che racchiude il senso profondo di un romanzo meraviglioso.
Pubblicato da Gramma Feltrinelli, tradotto da Gioia Guerzoni, Vincitore del Palestinese Book Award 2025, il libro è storia di una donna che rifugiandosi nell'anoressia prova ad espiare la colpa, a farsi vuoto e assenza.
È la discesa lenta e inesorabile nell'inferno di una patologia che sfugge al controllo della ragione.
È il tentativo di uscirne, la sofferenza dei ricoveri, lo sguardo afflitto degli amici.
È l'amore di C. che sa accarezzare quelle membra esauste, che sa aspettare e lottare.
È la storia della famiglia del padre, è la resistenza della nonna palestinese.
È la diversità incolmabile dei genitori.
È l'America che è patria solo a metà.
È l'identità spezzata, la percezione di vivere nel limbo, nella non terra.
Sono i viaggi in un paese devastato e ferito.
E quelle ferite si incidono nella carne, massacrano l'anima, demoliscono il desiderio di esistere.
Sarah Aziza non scrive solo un memoriale, analizza i fatti, ricostruisce gli eventi, restituisce dignità al suo popolo.
È impietosa con sé stessa, scava così a fondo per capire l'essenza del suo essere, per accettare desideri repressi, per non dimenticare i morti e gli esiliati.
Il suo è il grido di una donna spezzata, è il canto che ci deve guidare per dare un volto e un nome a tutti coloro che con arroganza impongono la loro superiorità.
Un testo colto, una voce che dobbiamo ascoltare, che ci invita a superare la paura delle nostre fragilità.
Vi prego, leggetelo.

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