"La fine della frontiera"
Daniele Pasquini
NNEditore
"Si inoltrò nel cuore del continente, e vide con i propri occhi la differenza che c'era tra l'America civilizzata e il mondo vergine ancora da colonizzare."
Non c'è niente di scontato o superfluo in "La fine della frontiera", pubblicato da NNEditore.
Il romanzo ha diverse chiavi di lettura tutte molto interessanti.
Il primo impatto è legato ai paesaggi che sono pennellate non solo di colore ma anche di stati d'animo.
La scelta di due figure come Dante e Adele se da un lato privilegia il sentimento nato spontaneo tra i due, dall'altro ci permette di comprendere le difficoltà affrontate da tutti coloro che, pieni di sogni, sbarcarono in America.
Finalmente un testo che esplora l'universo dei nativi con rispetto e autenticità.
Accanto agli elementi di finzione Daniele Pasquini affida a Carlo Di Rubio, rivoluzionario mazziniano, il compito di costruire una narrazione storica che ci invita a riflettere sul ruolo delle frontiere.
Luoghi che demitizzati diventano spazi simbolici.
Uscire da una visione divisoria permette di rivoluzionare il concetto di frammentazione territoriale.
Una scrittura che fa sognare, suggestiva, descrittiva.
Un viaggio senza tempo in un'epoca che ancora ha tanto da raccontare.
L'autore ci libera da pregiudizi, rende omaggio ai tanti migranti italiani, ricorda i guasti della colonizzazione e ci regala pagine struggenti dove amore, amicizia, condivisione di culture sono valori che ci rendono umani.
Complimenti!

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