"Grande"
Ivan Cotroneo
La Nave di Teseo
"L’analisi gli aveva insegnato che non aveva senso rievocare le cose e dirsi che avrebbe potuto fare diversamente. Non c’era niente da rimpiangere. Aveva fatto quello che aveva potuto. Cioè in sostanza niente o ben poco, dal punto vista della consapevolezza."
Cosa significa per Ernesto tornare nella sua Napoli?
A spingerlo verso quella che sarà una liberazione interiore è la malattia della madre.
Ormai la demenza senile si è trasformata in Alzheimer, bestia che distrugge corpo e mente.
È un'estate infuocata, come quell'incendio che si accende nella psiche del protagonista.
"Grande", pubblicato da La Nave di Teseo, è storia di liberazione dai tabù, è la voce di un uomo che finalmente sceglie di accettare e vivere il desiderio.
Nel contrasto tra la malattia e la vita, tra il decadimento e il piacere si sviluppa quel necessario superamento del confine.
La scrittura di Ivan Cotroneo si muove su registri narrativi differenti.
Riesce ad essere confessione, dramma familiare, commedia.
Non ci sono finzioni, la realtà ha colori vividi, il corpo diventa ricerca, la parola circoscrive l'identità.
Impeccabile la scenografia e la costruzione narrativa in un crescendo di pathos e di consapevolezza.
Forse spogliandosi dei ruoli, diventando Figlio e Amante si avrà il coraggio di accogliere quel sé frastagliato e complesso.

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