"Le condizioni ideali"
Mokhtar Amoudi
Gramma Feltrinelli
"Quando sei stato abbandonato una volta, ti dici che non accadrà più, che nessuno si permetterà più di rifartelo.
Ma un adulto è capace di tutto."
Colpisce la voce di Skander, protagonista di "Le condizioni ideali", pubblicato da Gramma Feltrinelli, tradotto da Elena Cappellini, vincitore del Premio Méditerranée opera prima 2023, vincitore del Premio Goncourt des détenus 2023.
È spontanea, diretta, pronta a confrontarsi con la realtà anche quando questa è un pugno nello stomaco.
La narrazione delle famiglie affidatarie non è mai aggressiva o amareggiata.
Registra i fatti con lo sguardo puro di un ragazzino.
Ha una madre che ama profondamente anche se è inaffidabile, caotica, sempre al limite della legalità.
Assistiamo alla crescita di questo bambino che dovrà fare i conti con la periferia parigina, con il disagio di essere di origini algerine, con quella strada che offre pericolose derive, con la violenza e la prevaricazione di chi si crede più forte.
Impara a difendersi seguendo sempre il ragionamento.
Ama lo studio, la storia ed è innamorato del dizionario.
Mi sono chiesta leggendo cosa ne sarebbe stato di Skander se fosse vissuto in un ambiente diverso.
Credo che l'obiettivo di Mokhtar Amoudi sia proprio quello di dimostrare quanto i luoghi, le persone, le istituzioni siano decisive nello sviluppo della personalità.
Gli innamoramenti, gli amici e i nemici, la voglia di sentirsi accettati, i dialoghi, le pause costruiscono un romanzo perfetto che fa uscire dall'ombra i troppi giovani sbandati, soli, costretti a crescere in condizioni di disagio economico e sociale.
Un libro che fa riflettere, emozionare, sperare.
Mi è piaciuto tantissimo!📚

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