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"Se campo più di voi" Jonathan Escoffery Fazi Editore

 

"Se campo più di voi"

 

Jonathan Escoffery

 

Fazi Editore 



 


 "Comincia con questa domanda, gridata nel cortile di casa quando hai nove anni - forse meno.

Ma tu che sei?

Continueranno a fartela alla primaria e alle superiori, e poi nel mondo fuori da scuola, negli strip club, nei punti di ristoro, al telefono e tra un lavoro occasionale e l'altro."

Un incipit che anticipa in maniera diretta, spontanea, sincera uno dei temi principali di "Se campo più di voi", finalista al Booker Prize e al National Book Award, pubblicato da Fazi Editore nella Collana "Le strade."

Impeccabile la traduzione di Stefano Tummolini e Silvia Castoldi che hanno saputo rendere con incisività una lingua mista.

È anche attraverso il linguaggio che sentiamo di essere entrati in quell'universo multietnico che le nostre società continuano ad ignorare.

Il libro è composto da racconti che vanno letti in sequenza perché fanno parte di un unico progetto letterario.

I Giamaicani Topper e Sanya si trasferiscono in America e come tanti esuli cercano di trovare un futuro migliore. 

Le esistenze dei figli Delano e Trelawny scorrono seguendo strade differenti.

Sarà proprio il secondo ragazzo ad esprimere a parole il disagio di non essere definito né come bianco né come nero.

Il suo colore marrone, la padronanza dell'inglese, la determinazione a studiare non gli garantiscono l'appartenenza alla nazione dove è nato.

Jonathan Escoffery non indaga solo sulla esclusione razziale e culturale, sul concetto di razza, sulle disfunzioni sociali.

Esamina con lucidità e con umorismo tagliente le dinamiche familiari non sempre facili, le diversità di vedute, i sogni e le aspettative di due generazioni.

Racconta l'America di oggi con le sue contraddizioni e i suoi conflitti.

Ma in realtà esplora il nostro modo di guardare e giudicare gli altri, la nostra incapacità a superare i pregiudizi.

Un libro che pur essendo tragicamente reale ci offre uno spaccato autentico del nostro bisogno di trovare un posto nel mondo, di essere accettati per quello che siamo.

Un finale bellissimo che è un'esortazione:

"Fai la sola cosa che potrà salvarti dall'autodistruzione: perdonati."


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