"I volti"
Tove Ditlevsen
Fazi Editore
"La vita era costituita da una sequenza di eventi minuscoli, impercettibili, e si finiva fuori strada se solo se ne trascurava uno."
È quello che succede a Lise, madre di tre figli, scrittrice di libri per bambini, separata dal primo marito, risposata con un uomo che la tradisce e che si sente schiacciato dalla fama della moglie.
"La scrittura era sempre stata una sorta di gioco, una lieta occupazione che le consentiva di scordare ogni altra cosa al mondo."
Quando la vena creativa scompare la protagonista di "Volti", pubblicato da Fazi Editore nella Collana Le Strade e tradotto da Alessandro Storti, perde il contatto con la realtà.
Inizia a sentire voci, ad avere dispercezioni corporee, a prendere le distanze dalla famiglia.
Credo che questa prova letteraria sviluppi le tracce che già avevamo percepito nella "Trilogia di Copenaghen".
La scrittrice danese ci restituisce la figura di una donna fragile, impaurita, incapace di allontanare le proprie ossessioni.
Vive la colpa di non essere all'altezza dei compiti che la società che impone.
Una prosa che affronta il disagio mentale ed esistenziale con onestà e senza veli.
Si entra con l'autrice in un labirinto non facile da attraversare.
Un percorso necessario per ritrovarsi e accogliersi.
Un libro straziante e bellissimo da leggere per imparare che si può convivere con il proprio doppio solo se si accettano le tante sfaccettature della personalità.

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