"Lo scontento"
Beatriz Serrano
Einaudi Editore
Stile Libero
" Sono una middle manager con gente sotto di me e un assurdo titolo in inglese che mi serve per darmi arie su LinkedIn e gestire i convenevoli su Tinder. Di fatto non so fare niente di particolare e non so come sono arrivata qui."
Quella di Marisa è una confessione agrodolce sulle aspettative lavorative deluse, sulle insulse opportunità che offre il mercato, sulle tendenziose insidie delle agenzie pubblicitarie.
"Vendere idee ai clienti mi riesce bene. Li illudo di essere unici, di avere per le mani un prodotto meraviglioso e una campagna che segnerà un prima e un dopo."
Queste performance creano uno stress e un'ansia difficilmente governabili.
Tra video su YouTube, psicofarmaci, droghe, pensieri distruttivi l'esistenza della nostra protagonista è copia di altre vite schiacciate da occupazioni poco gratificanti.
"Sento che Bosch mi capisce, che ha gli stessi miei demoni, solo che lui è un genio della pittura e riesce a espiarli con le dita e i pennelli, mentre io ho bisogno del Lorazepam e dei video di YouTube."
La scrittura di Beatriz Serrano è graffiante, le descrizioni delle giornate sempre uguali ricche di aneddoti, le serate e la solitudine sono oasi di pace nel deserto del presente.
Si percepisce l'insoddisfazione, la rabbia, il desiderio di fuggire.
Non aspettatevi un romanzo triste perché non lo è.
Vi divertirete tantissimo perché l'autrice sa cogliere la comicità con un'ironia tagliente.
Il mondo dei social viene finalmente sventato come la farsa dove tutti cercano di apparire diversi da quelli che sono.
In alcune pagine sembra di essere in un reality show ma è la tragica realtà.
È incredibile quanta genialità si nasconde dietro ad osservazioni di un mondo a rovescio.
Non posso anticipare il finale che è esplosivo e ci mette di buon umore.
Siate certi che c'è sempre un'alternativa anche se...costa un po'.

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