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"Il terzo regno" Karl Ove Knausgård Feltrinelli Editore

 

"Il terzo regno"

 

Karl Ove Knausgård

 

Feltrinelli Editore 


 


" Un libro che restituisce il senso elettrizzante delle mille possibilità che offre la forma romanzo.” 

The Guardian

Non si può definire in modo migliore "Il terzo regno", pubblicato da Feltrinelli Editore e tradotto da Margherita Podestà Heir.

È un romanzo poliedrico, composto da pezzi che il lettore può incastrare tra loro per ottenere un quadro definitivo.

Può essere anche la dimostrazione che esistono più verità e quindi più identità.

Io propendo per la seconda ipotesi e leggendo ho cercato di scindere le storie proposte.

Il detective Geir che indaga su un triplice delitto, la giovane Line innamorata di Valdemar, leader di una band black metal, il neurologo Jarle che studia il confine tra vita e morte ci fanno intravedere un disegno che solo in parte è legato a "La stella del mattino."

Ma ad aprire un varco significativo è la figura di Tove, affetta da psicosi.

Non mi soffermerei troppo sulla patologia quanto sulla capacità di andare oltre il reale.

"La voce che avevo sentito oggi era diversa. Non veniva da un altro mondo. Era perfettamente un ente a sé. Sembrava una persona di questo mondo. Eppure, mi risuonava nella testa."

Karl Ove Knausgård costruisce una struttura narrativa complessa, come un palazzo a più piani.

Dai paesaggi ai sogni tutto appare e scompare.

È come se "la favola" che viene citata sia una chiave interpretativa.

La fiaba è il luogo per eccellenza nella quale reale e soprannaturale si incontrano.

E se fosse questo il messaggio dell'autore norvegese?

Abbattiamo le barriere mentali, accettiamo che vita e morte, allegoria e figura, sacro e profano, immaginario e tangibile possono essere solo facce di una stessa materia.

Una cosa è certa, il libro va letto con calma, godendo gli scarti fantasiosi, i giochi di parole, gli intrecci culturali.

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