"Il demone in noi"
Sabahattin Ali
Carbonio Editore
"In un modo o nell’altro tutti noi smaniamo per dare un nome ai problemi che ci affliggono, materiali o spirituali che siano; se non ci riusciamo, perdiamo completamente le staffe."
"Il demone in noi", pubblicato da Carbonio Editore, tradotto e introdotto da Nicola Verderame, è un classico che continua a regalarci spunti di riflessione.
Diversi i filoni interpretativi: romanzo di formazione, documento storico e sociale, provocatoria e dissacrante narrazione di Istanbul, disamina critica della relazione affettiva.
Il romanzo ambientato negli anni Trenta delinea due personaggi.
Ömer disilluso ed amareggiato, convinto di essere devastato da un vuoto incolmabile, e Macide, volitiva, desiderosa di decifrare i segni del suo tempo.
La convivenza accentua le diversità e ricalca i modelli di una società priva di brio.
Sabahattin Ali non si ferma ad analizzare le figure centrali ma con grande sarcasmo costruisce figure che rappresentano l'ala conservatrice del suo paese.
Mentre scorrono le pagine ci si chiede la natura del rovello interiore di Ömer.
La risposta non è univoca e svela che ognuno di noi si nasconde dietro invisibili demoni per non affrontare le proprie debolezze.
Da leggere per non dimenticare che
"il demone in noi non è che una scappatoia, e nemmeno troppo furba! In noi non c’è un demone. In noi c’è incapacità. Pigrizia. Indecisione. Ignoranza. E una cosa ancora più tremenda: la tendenza a evitare di guardare in faccia la realtà."

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