"La prima volta che siamo bianchi"
Maria Pace Ottieri
Sellerio Editore
"Per la nostra cultura, la magia è una finzione che ha la smorfia diabolica della speranza.
È la nostalgia di qualcosa che si è perduto."
Per noi occidentali sempre più attratti dal tangibile sembra impossibile credere alle ritualità di altre culture.
"La prima volta che siamo stati bianchi", pubblicato da Sellerio Editore nella Collana "Il divano" è molto interessante perché confronta con onestà intellettuale forme di pensiero differenti.
Una impeccabile ricostruzione storica ci permette di conoscere il Dahomey, oggi Benin.
L'approccio è scientifico, privo di preconcetti e nasce dall'idea di girare un documentario sulle divinità, i miti, le arti magiche dell'Africa.
Maria Pace Ottieri ha lo sguardo della giornalista e la verve brillante della scrittrice.
Riesce a raccontare una terra che esiste fuori dal tempo, che invoca la pioggia, parla ai tuoni, si rivolge ai guaritori, compie pratiche di stregoneria.
Assisteremo ad "assoli di danza sfrenati, balzi, capriole, piroette acrobatiche."
Gli afrori dei mercati, "il suono liquido delle chitarre elettriche", l'incontro con il Gran sacerdote del villaggio, l'iniziazione degli adolescenti al "grande mistero della vita e della morte" compongono un testo che è viaggio antropologico e filosofico.
Un'esperienza indimenticabile che ci permette di essere meno rigidi ed imparare ad osservare con curiosità i misteri del soprannaturale.

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