"La confessione di Elsa"
Gianrico Carofiglio
Einaudi Editore
Stile Libero
"Scrivere un romanzo è muoversi al buio, a tentoni, in uno spazio sconosciuto, misterioso, inquietante. La scrittura romanzesca richiede di addentrarsi in luoghi pericolosi – l’inconscio, la morte, il passato, la colpa – negoziare con le entità che li popolano e poi cercare di uscirne con qualcosa di forma leggibile."
"La confessione di Elsa", pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero, è un romanzo mondo, quel mondo culturale che abbiamo sempre ammirato leggendo Gianrico Carofiglio.
Non solo si intersecano tantissime storie meravigliose ma si è continuamente sollecitati da riflessioni che liberano pensieri.
Il concetto del rancore o del pettegolezzo, la differenza tra chronos e Kairos, le relazioni familiari, l'amore e la libertà di scegliere, la scrittura e l'ignoto, il tradimento e la fedeltà diventano materia di confronto.
L'incontro casuale tra Elsa, insegnante in pensione di Filosofia della conoscenza, e Guido Guerrieri diventa cartina di tornasole di una rivisitazione del sè.
In questo dialogo appassionato mentre la notte diventa magica, ogni parola, ogni frase è un viaggio intellettuale che lascia senza fiato.
Un libro intimo, una confessione, una comunione di anime ma anche il bisogno di comunicare, di rompere i muri di silenzio del nostro presente.
Tanti i personaggi che emergono e tra questi due donne.
Asja Lācis, "regista teatrale, lettone, scrittrice, comunista rivoluzionaria, amica di Brecht" e Aleksandra Kollontaj che ebbe il coraggio di abbandonare marito e figli e diventare commissaria del popolo nel governo Lenin.
L'autore ci ricorda che "le storie non sono il riflesso della vita. Sono uno dei modi in cui la vita diventa, almeno in parte, intelligibile. Uno dei modi per smettere di nasconderci."
Una prova letteraria esaltante da leggere e rileggere.

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