"Godfall"
Van Jensen
Atlantide
"Era più grande di quanto si aspettasse. Non era un’entità, ma una formazione geologica. Un uomo grande quanto Dio che dormiva sulla trapunta di terra. La pelle del gigante brillava sotto il sole, un miscuglio di giallo, arancione e blu che cambiava di continuo, percorsa da forme geometriche che le ricordavano l’interno simmetrico di un cavolo tagliato a metà."
Uno strano essere atterra su Little Springs, nel Nebraska.
La città viene travolta da strani omidici, invasa da curiosi, occupata da basi militari.
Per lo sceriffo David Blunt è finita la pace.
"Godfall", pubblicato da Atlantide grazie alla traduzione di Alessandra Osti, ha tonalità fantascientifiche, risonanze noir e suggestioni sociali.
È come se la comunità avesse subito una trasformazione liberando gli istinti più assurdi.
Se voleva attrarre la nostra attenzione, Van Jensen è riuscito nel suo intento.
Accanto ad una scenografia d'avanguardia, molto spinta, ricca di effetti speciali, riesce a mostrare il male presente nell'essere umano, il conflitto tra ciò che è giusto e ciò che fa deragliare la società.
Impossibile fare una sintesi di un romanzo tanto ricco di colpi di scena.
La scelta del protagonista ci permette di riflettere sulle spinte che dovremmo seguire.
Provare a debellare la follia e la violenza mantenendo una coerenza e un equilibrio interiore.
In attesa di vedere la serie curata dal regista Ron Howard, godiamoci questa intrigante opera letteraria.
Buona lettura!
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