"Dove comincia il cielo"
Seán Hewitt
Einaudi Editore
Stile Libero
"Quell’anno la vita adulta mi bruciava dentro riempiendomi di ferocia, e c’erano giorni in cui la percepivo come una prigione."
Sedici anni e la certezza di essere diverso.
La solitudine e la paura mista a vergogna di essere giudicato.
Una lastra di ghiaccio che fa da scudo alla relazione con i genitori.
Un piccolo paese avvolto da "una nebbia indaco."
James sente il desiderio verso i maschi come qualcosa di proibito, da vivere nella fantasia.
L'arrivo di Luke, coetaneo problematico, scatena sentimenti che divampano e accelerano il respiro.
"Dove comincia il cielo", pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero e tradotto da Manuela Francescon, è un romanzo struggente, intriso dalla luce di una innocenza che fa tenerezza.
La delicatezza del protagonista nel celare ciò che prova, la nitidezza di percezioni che alterano i sensi, il bisogno di sentire il corpo dell'altro e rimanere sulla soglia in attesa che qualcosa accada creano una poetica fatta di sguardi, pensieri, fantasie.
Il libro si sviluppa su due piani, il passato e il presente quando James adulto torna nei luoghi dell'infanzia.
In quel ritorno c'è la necessità di rendere reale una fase dell'esistenza che non è mai stata cancellata.
È il tempo del ripensamento, della memoria che si cristallizza in qualcosa che va aldilà dell'amore.
È la scoperta del sé, il superamento di paure che ognuno di noi ha provato affacciandosi all'età adulta.
Seán Hewitt è un critico letterario e un poeta e la sua scrittura curatissima è una carezza che si fa parola.
È la vibrazione di emozioni che arrivano improvvise e vanno tenute a bada nel rispetto dell'altro, è il paesaggio che nella sua bellezza aspra incute timore e attrazione.
Mi auguro che il libro arrivi ai nostri ragazzi perché troveranno risposte ai loro tormenti.
Spero tanto che venga letto da genitori ed educatori perché è un dolcissimo viaggio nella psiche degli adolescenti.

Commenti
Posta un commento