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"Il cavaliere svedese" Leo Perutz Adelphi Editore

 


"Il cavaliere svedese"

 

Leo Perutz

 

Adelphi Editore 



 


Leo Perutz, austriaco di origine ceca, era un matematico e nelle sue opere si evidenzia una prospettiva scientifica.

Ripubblicato da Adelphi Editore grazie alla traduzione di Elisabetta Dell'Anna Ciancia, "Il cavaliere svedese", è considerato il miglior libro dell'autore.

Apprezzato da Borges il romanzo penetra nel misterioso mondo fantastico senza trascurare un atto di accusa ad ogni forma di potere.

«Per me tutti i nobili sono degli scioperati, e non darei un soldo per il loro onor di gentiluomini».

Ambientato nel Settecento ha un taglio storico molto preciso ma l'elemento innovativo è la sostituzione di identità che prevede un cambiamento nella scala sociale dei due protagonisti.

Figura determinante è quella dell'antagonista che rimanda a visioni apocalittiche e grottesche.

Una trama che solo ad una prima lettura distratta può risultare dispersiva, costruita ad incastro in un'alternarsi di effetti scenici e pensieri provocatori.

Una favola nera o la metafora di un mondo che non sa trovare il proprio Io e cerca nell'altro quella parte di sé spregiudicata e al contempo ingenua?

A voi la risposta.


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