"Sono senza casa, se questa non è la mia"
Lorrie Moore
La Nave di Teseo
Duro e struggente.
Surreale e ironico.
Drammatico e luminoso.
Si potrebbe continuare all'infinito a trovare aggettivi per descrivere sinteticamente "Sono senza casa, se questa non è la mia.", pubblicato da La Nave di Teseo grazie alla traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tavaglini.
Finn è un professore di storia e per le sue idee aperte sull'insegnamento perde il lavoro.
Ha un fratello, Max, malato di cancro.
Una ex compagna, Lily che si suicida ma ricompare come fantasma costringendo il nostro protagonista a compiere un viaggio che si tinge di colori sfumati.
La morte è presenza costante ma pur spaventando riesce a svelarsi e a mostrare che resta un legame indissolubile con coloro che non ci sono più.
L'umorismo tragico tipico di una certa letteratura americana alleggerisce i passaggi più dolorosi.
Lunghe frasi, infiniti dialoghi e una scrittura a scatti libera dal giogo della temporalità.
Il libro, pur affrontando tematiche esistenziali, lascia perplessi perché troppo affollato di generi.
Un caos che forse serve a mascherare l'ansia di chi vuole uscire dalle gabbie del reale.
Lorrie Moore ci invita a vedere il tempo come "un oceano misterioso in cui ci sembrava di nuotare senza capire che venivamo sballottati a casaccio."

Commenti
Posta un commento