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"Gimpel l'idiota" Isaac Bashevis Singer Adelphi Editore

 

"Gimpel l'idiota"

 

Isaac Bashevis Singer

 

Adelphi Editore 



 


 

"Io, da vero tonto, credevo a tutti quanti. In primo luogo perché tutto è possibile, com’è scritto nelle Massime dei Padri, anche se non ricordo esattamente le parole."

"Gimpel l'idiota", pubblicato da Adelphi Editore e tradotto da Anna Bassan Levi, conferma quanto la forma breve abbia una sua magia.

Se a scrivere è Isaac Bashevis Singer l'alchimia è assicurata.

Belli e densi di significato tutti i racconti ma rispecchia in pieno il pensiero dell'autore quello che dà il titolo alla raccolta.

Questo personaggio credulone incapace di portare rancore, convinto assertore della bontà dei suoi simili è emblema di ciò che dovrebbe essere l'uomo.

Coloro che lo scherniscono e ridono di lui rappresentano simbolicamente la malafede e la leggerezza di giudizio.

Certamente Gimpel intuisce il tradimento della moglie ma la accetta per amore dei figli bastardi.

La sua fede è impregnata dalla tradizione e anche quando vacilla mostra la purezza di chi ha il coraggio di mettersi in discussione.

Il demone travestito, la cosacca, la diavolessa sono coreografie al racconto principale, ne rafforzano la potenza narrativa e mostrano l'esuberanza creativa di Singer.

"Mi accade spesso di narrare storie – favole inverosimili, campate in aria – di demoni, maghi, mulini a vento e così via. I bambini mi rincorrono gridando:

"«Nonno, raccontaci una storia!».

E noi vorremmo essere quei ragazzini.


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