Passa ai contenuti principali

"Ilaria o la conquista della disobbedienza" Gabriella Zalapì Gramma Feltrinelli

 



"Ilaria o la conquista della disobbedienza"

 

Gabriella Zalapì

 

Gramma Feltrinelli



 


 

"Disobbedire. Questa parola mi cade dentro come un sasso. Mi attraversa dalla testa ai piedi. Qualcosa crolla, mi rinvigorisce. Se voglio, anch’io posso inventare parole."

1980: Ilaria ha otto anni quando in un giorno di primavera il padre la rapisce con l'inganno.

Inizia una vita spezzettata tra alberghetti, nuove città, attese in auto, silenzi e sbalzi di umore di un uomo che non accetta la separazione dalla moglie.

"Ilaria o la conquista della disobbedienza", pubblicato da Gramma Feltrinelli e tradotto da Elena Cappellini, vincitore del Prix Femina des Lycèens 2024, del Prix France Culture 2025, racconta un'infanzia spezzata.

Un girovagare senza senso tra bugie e ubriacature.

Il collegio, l'arrivo in Sicilia dalla nonna paterna, la temporanea sosta a casa di una signora, amica di famiglia.

Un'odissea che la piccola non riesce a spiegarsi mentre il volto della madre e della sorella scolorano creando una sorta di difesa da una realtà insopportabile.

Ma arriva il punto di rottura, l'ammutinamento, la consapevolezza del torto subito.

In un finale che non anticipo troviamo le tracce di una crescita forzata, il conflitto affettivo, le ferite che difficilmente potranno rimarginarsi, la delusione nei confronti della figura paterna.

Gabriella Zalapì scrive un romanzo meraviglioso composto da brevi capitoli, piccoli flash, lampi che attraversano il lettore.

Una parola che commuove, limpida come è l'innocenza.

Il libro si legge d'un fiato e nella condivisione dell'avventura vissuta da Ilaria si ha la percezione di quanto gli adulti troppo spesso sacrificano i figli in nome di un egoismo e di un'immaturità che raggelano.

Una frase lacerante che deve farci riflettere.

"Esistiamo davvero se nessuno ci vede?"

Commenti

Post popolari in questo blog

"I lupi dentro"Edoardo Nesi La Nave di Teseo

  "I lupi dentro" Edoardo Nesi La Nave di Teseo Non credo che "I lupi dentro", pubblicato da La Nave di Teseo, chiuda un cerchio. È il teatro che irrompe con la sua vitalità in una brillante ricollocazione dei personaggi che già conosciamo. Torna Fede Carpini che avevamo incontrato in "Fughe da fermo". Cambia lo scenario storico e politico, resta un'elegia malinconica che pervade le pagine. Si è conclusa un'epoca lasciando macerie e nelle vicende del protagonista è inscritta la traiettoria italiana. Ancora una volta Edordo Nesi ci regala un romanzo collettivo, una voce corale dove la memoria è un pericoloso cunicolo. Giocando sul passato e sul presente, sui cambiamenti di tonalità, sui falsi miti degli anni Ottanta, l'autore scolpisce quel che eravamo e quel che siamo diventati. Il tracollo economico è solo un pretesto per accendere le luci su un'economia che ha spazzato via un apparato produttivo fertile e creativo. Lo scrittore registra c...

"Pathemata" Maggie Nelson Nottetempo Editore

  "Pathemata"  Maggie Nelson  Nottetempo Editore  "Sto cercando di farmi amare." Un dolore fisico diventa sperimentazione di una scrittura che attraverso la frammentazione è un percorso liberatorio di conoscenza del Sé. Il corpo attraverso la bocca esprime un disagio che va analizzato e compreso. "Pathemata", pubblicato da Nottetempo Editore grazie alla traduzione di Alessandra Castellazzi, rifugge da ogni classificazione letteraria. Come nel precedente "Bluets" il breve testo entra in contatto con quella parte più intima della coscienza. Si fa racconto di episodi passati, di una relazione amorosa complicata, di ciò che significa amare. Esplicita attraverso il sogno la perdita del padre e dell'amica e nello spezzettamento sintattico prova a ricucire poesia e pensiero, parola e consapevolezza. Maggie Nelson ha il potere di trasmettere in un testo breve il senso di una sofferenza che è plastica, malleabile, privata e pubblica. La letteratura di...

"La Cecilia" Michela Panichi Nottetempo Editore

  "La Cecilia"  Michela Panichi  Nottetempo Editore  Riconoscere il proprio genere o accettare la propria diversità. È questo il dilemma di Cecilia durante la sua vacanza ad Ischia. Vuole capire cosa si nasconde dietro la sensualità, quali cambiamenti fisici e mentali avvengono in pubertà. A rendere più complessa la sua ricerca c'è il rapporto complicato dei genitori. Lui il traditore, lei pronta a non vedere. L'incontro con Alba si trasforma in un'attrazione vertiginosa e nella scelta di fingersi maschio. "La Cecilia", finalista alla XXXVII edizione del Premio Italo Calvino, pubblicato da Nottetempo Editore, è una storia delicata, introspettiva. È lo specchio dell'adolescenza che deve fare i conti con l'età adulta nella solitudine. È l'aggressività che spesso è semplice paura. È l'assenza di figure di riferimento, l'incapacità di raccontarsi. Michela Panichi è interprete di un disagio e dando voce a Cecilia ci aiuta a comprendere i n...