"Parlare in lingue"
J.M. Coetzee Mariana Dimópulos
Einaudi Editore
In questo tempo dove la parola ha perso il suo valore intrinseco diventando banale, offensiva, divisiva pubblicare "Parlare in lingue" significa proporre una riflessione che certamente ci costringerà a pensare eliminando confini geografici e mentali.
Pensando al fonema non come una proprietà ma come una ricchezza da condividere.
Accettando sonorità ed espressività che arrivano da altre nazioni.
Il testo in libreria grazie ad Einaudi Editore e alla traduzione di Maria Baiocchi non è rivolto agli addetti ai lavori ma a tutti noi.
È interessante perché si sviluppa dando spazio ad uno scrittore del calibro di J.M. Coetzee e a Mariana Dimópulos, traduttrice molto apprezzata.
Mondi diversi unendosi costruiscono una mappa universale e rendono giustizia ad una letteratura che non è confinata nel paese d'origine.
Ci sono capitoli come quello sull'importanza della lingua madre che proporrei come lettura obbligatoria nelle scuole.
Sono certa che si abbatterebbero tante barriere ideologiche.
Importante finalmente è il ruolo di chi traduce e il lavoro intellettuale che svolge.
"Qual è esattamente lo status di un testo tradotto? Una traduzione occupa sempre una posizione secondaria se paragonata con l’«originale»?
Quanto il genere femminile e maschile influenzano la scrittura?
Esiste una lingua dominante nel panorama internazionale e quanto questa discriminazione penalizza territori e autori?
Gli autori non ci impongono soluzioni, ci invitano ad immaginare una cultura universale arricchita da tante sfumature.
Non perdetevi questa occasione di crescita.

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