"Nulla da invidiare"
Barbara Demick
Iperborea
È incredibile che una nazione di ventitré milioni di abitanti possa sembrare disabitata come un oceano. La Corea del Nord è semplicemente un vuoto."
Barbara Demick, corrispondente del Los Angeles Times, ha impiegato 7 anni per comporre "Nulla da invidiare", pubblicato da Iperborea e tradotto da Valentina Ricci.
Arrivando in Corea comprende che esistono la luce e il buio.
E quel buio fitto è rappresentato dalla Corea del Nord.
Attraverso le interviste ad oltre cento rifugiati la giornalista comprende cosa significa la dittatura.
Ogni voce fa emergere un paese senza speranze, affamato, privato da ogni forma di libertà individuale.
Il libro non può considerarsi un reportage.
È la narrativa del reale che si fa testimonianza dolorosa.
Ci sono episodi che per noi occidentali sembrano surreali ma sono tragicamente veri.
"Nella cupa visione futuristica di 1984, Orwell descrive un mondo in cui il colore è presente solo nei manifesti della propaganda. Ecco, nella Corea del Nord è davvero così."
Il racconto di Mi-ran e la sua ribellione lasciano senza parole.
Il libro è denuncia che deve arrivare a noi, come un invito a non credere alle propagande di governi autoritari.
Essere liberi non è un privilegio, è un diritto.
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