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"Sotto la città Romanzo di una fuga" Andrew Vittorio Donadio Feltrinelli Editore

 


"Sotto la città

 

Romanzo di una fuga"

 

Andrew Vittorio Donadio

 

Feltrinelli Editore 



 



"La mia città indigena, 

come una città che è madre, 

viene sventrata e distrutta 

da funeste, grigie gocce di pioggia 

metallica esplosive."

Andrew è solo un ragazzino quando la sua amata Kyiv diventa teatro di un conflitto folle.

"Sotto la città Romanzo di una fuga", pubblicato da Feltrinelli Editore, è una testimonianza che ci sconvolge.

Assistere al brusco passaggio dalla normalità all'inferno è uno shock e ad aggiungere tensione è quella voce di adolescente che arriva come un invito a non restare indifferenti.

Mentre le sirene squarciano il silenzio dando la sensazione di ascoltare "l'ululato di lupo che si ripete ciclico", mentre bisogna abbandonare le case e rifugiarsi nei rifugi, ciò che abbiamo seguito in televisione diventa reale.

Le lunghe file di automobili che cercano di mettersi in salvo, la folla nei supermercati per acquistare alimenti, lo spaesamento degli adulti, la lenta consapevolezza che questo conflitto porterà morte e distruzione.

"Quale futuro mi aspetta da ora in poi? Sono convinto che lo stesso pensiero affligge anche i miei genitori e tutti quelli nella nostra condizione di popolo invaso, da un giorno all’altro. Non capisco nemmeno se tremo o se mi sono congelato di colpo."

La scrittura è descrittiva, priva di enfasi.

È come se lo scrittore volesse fermare gli attimi, circoscrivere gli eventi raccontando la quotidianità instabile, precaria.

Cercando di prendersi cura del cane, chattando con gli amici si prova a sopravvivere.

Andrew Vittorio Donadio, di madre ucraina e di padre italiano, ci fa respirare l'atmosfera di un paese invaso.

Pagine sincere scorrono riempiendoci gli occhi di lacrime mentre ci ripetiamo:

"Sappi, ricorda, grida a tutti che tipo di città è, 

una eroica, non una ordinaria città. 

La mia città, mia cara! 

Ti ricorderò sempre 

perché sei parte della mia anima eterna, 

mia Kyiv!"




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