"Il concorso"
Sara Mesa
La Nuova Frontiera
Sara viene assunta in un ufficio pubblico con un contratto temporaneo.
Quale il suo ruolo?
Quali le sue mansioni?
Passano i giorni vuoti di impegni in un ambiente claustrofobico.
Cerca di resistere perché quel lavoro anche se precario è indispensabile.
Non cambia nulla mentre la macchina amministrativa mostra le sue crepe.
Ed ecco che la giovane escogita un piano di resistenza che può essere letto come un atto di sabotaggio.
"Il concorso", pubblicato da La Nuova Frontiera e tradotto da Elisa Tramontin, ha un decorso lento, ipnotico.
Sembra una farsa ma è il vero volto di un'amministrazione arrugginita, invecchiata, farraginosa.
È una spietata critica al mondo del lavoro che nonostante le tecnologie avanzate non sa adeguarsi alle esigenze e alle aspettative dei dipendenti.
È il senso di colpa e la rabbia di chi deve adattarsi ad un sistema che annulla la personalità.
È la lucida analisi dei concorsi in questi tempi così precari.
"Un concorso è una competizione in cui ci sono vincitori e vinti, come una corsa ad ostacoli, come una guerra."
Ma è anche il coraggio di chi reagisce e trova la forza di ribellarsi.
In un finale inaspettato la protagonista fa la sua scelta, complicata, certamente anacronistica.
E noi con lei siamo felici di sentirla libera.

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