"Mavarìa"
Antonio Popolo Rubbio
Einaudi Editore
"Credo sia arrivato il momento di togliere alla maledizione dei Bonsangue l’unico potere che ha sempre avuto, quello di non farci vedere le cose per come sono veramente."
"Mavarìa", pubblicato da Einaudi Editore, non è solo una meravigliosa saga familiare.
Un secolo di luci e di ombre in una Sicilia arcaica, dove la superstizione cozza con la ragione, dove la famiglia deve rimanere unita, dove la morte è segno di maleficio.
Dal bisnonno al nonno incontriamo figli e nipoti, seguiamo sacrifici e sofferenze, amori impossibili e profumi di mare.
Brezze leggere mentre Catania si staglia con i suoi vicoli, i mercati, le chiacchiere e le dicerie.
Antonio Popolo Rubbio al suo esordio narrativo scrive un'opera superba, vera, sentita.
Ricostruisce il passato con il tocco di chi propone la sacralità di una comunità che è nata e cresciuta immersa nelle tradizioni.
Madri, mogli, figlie che nella quotidianità operosa sanno proteggere e difendere.
Tra le figure che ho amato di più c'è Brigida che non si ferma alle apparenze ma cerca la verità.
Quale maledizione avvelena i suoi cari?
Accanto a lei " Amarilli Alaimo, la mavàra, la donna che c’era chi la definiva iettatrice e chi strega".
In un tempo nel quale la diversità non è consentita l'autore ci regala una storia di riscatto.
Ci invita a far prevalere sempre lo spirito critico, a non accettare un destino inesistente, a capire chi siamo, a liberarci dalle macerie di un passato che ci vuole incapaci di scegliere la nostra strada.

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