"Le cose di cui non parliamo"
Slavenka Drakulic
Bottega Errante
La saggista, giornalista, scrittrice Slavenka Drakulic torna in libreria con una raccolta di racconti che conferma la sensibilità nel cogliere l'attimo in cui ci accorgiamo di essere fragili.
Dopo "La donna invisibile" l'autrice croata ci emoziona e mette all'angolo con "Le cose di cui non parliamo", pubblicato da Bottega Errante e tradotto da Elvira Mukcic.
La forma breve le è congeniale perché sa dosare in poche frasi il fuori e il dentro.
Che sia la stanza di un ospedale o una giornata al mare l'inquadratura è quella giusta, essenziale per farci vedere anche i piccoli dettagli.
Quello che colpisce è la capacità di mettere a fuoco quelle piccole inquietudini che teniamo nascoste.
Per pudore, per afasia emotiva, per cercare di ridurre a nulla ciò che temiamo.
Una vecchia foto risveglia non il ricordo ma qualcosa di più profondo.
L'epidemia del COVID, la bambina senza occhiali, la sofferenza, la malattia e la consapevolezza che è arrivato il tempo in cui tutto si sta sgretolando diventano esperienze soggettive illuminate dalla coscienza che non esiste il mio.
Non c'è compassione ma un fulgido realismo, una cronaca reale dei passaggi più complessi dell'esistenza.
Suggerisco di leggere l'opera omnia di questa donna che ha trasformato la scrittura in un atto catartico, liberatorio, che ha saputo raccontare con onestà il postcomunismo, che ha denunciato la disgregazione dell'ex Jugoslavia.

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