"Il ragazzo con la testa di pesce"
Eliska Beranová
Edizioni e/o
"Allo scoccare della mezzanotte un treno passeggeri malandato sputa fuori, alla periferia della Città, un’unica visitatrice: una donna minuta avvolta in un impermeabile nero, la cui sagoma, nel buio color petrolio, contrasta con la neve di un bianco lancinante che inghiotte i dintorni."
La scrittura di Eliska Beranová ha il pregio di trasformarsi in colore.
I sentimenti, le emozioni appaiono come pennellate sfumate regalando al lettore una visione tridimensionale.
La donna che torna nella città che ha abbandonato anni prima inseguendo sogni luminosi si staglia all'interno di un paesaggio conosciuto ma al contempo estraneo.
Cosa l'ha spinta a rivisitare il passato?
Chi e cosa ha lasciato?
La scena si sposta su un tempo diverso nella stessa stazione dove con il sorriso sfolgorante e un unico trolley salutava Roman, l'amico di sempre.
"Il ragazzo con la testa di pesce", pubblicato da Edizioni e/o e tradotto dal ceco da Letizia Kostner, ha un'eleganza linguistica che ricorda una danza.
Nella scelta della costruzione narrativa si percepisce un'attenzione al carattere dei due giovani, un'insieme di sfumature che mettono in luce con delicatezza una strana sintonia tra i due.
Forse un amore mai rivelato, una complicità di sguardi, poco importa.
La distanza non ha provocato rotture, non ha interrotto un percorso interiore che li ha visto uniti.
Lui schivo, convinto di essere un mediocre, lei luminosa con quell'aureola di capelli e quel passo deciso.
Credo che questo meraviglioso romanzo non è solo un viaggio di formazione.
È ciò che resta quando varchiamo la soglia dell'età adulta, è il rimpianto per quella impermanente vitalità, è il tempo che mostra le sue crepe, è il silenzio che vorrebbe esplodere, è la percezione di uno spazio mai abitato, è la foto sbiadita che continua a farci compagnia.

Commenti
Posta un commento