"Passo falso"
Lucas Schaefer
NNEditore
"Nathaniel era venuto a passare l’estate lì da Newton, Massachusetts: il figlio tormentato e taciturno dell’apprensiva sorella di Bob, padre assente da tempo. A Austin il ragazzo aveva cominciato ad ambientarsi, a frequentare la palestra. E poi un giorno, puf, sparito. Nessuno l’aveva più visto."
La scomparsa di Nathaniel è solo una delle tante sfaccettature di "Passo falso", pubblicato da NNEditore e tradotto da Michele Martino.
Il romanzo, vincitore del Kirkus Prize for Fiction 2025, è il ritratto dell'America impietoso e molto onesto.
Una struttura narrativa che si muove su più piani paralleli con una dinamicità ed una capacità di intreccio sorprendenti.
Ambientato nel 1998 ad Austin in Texas presenta una coreografia di personaggi intriganti, colti nel tentativo di sentirsi accettati e adeguati.
David Dalice, ex pugile, Bob, zio del ragazzo scomparso, Ed, abbandonato dal fratello, la poliziotta Miriam Lopez nelle loro fragilità celate rappresentano un'umanità che si barcamena in una società che impone la perfezione.
Lucas Schaefer entra nel mondo del pugilato con un approccio terapeutico.
È come se sul ring ognuno avesse quello spazio di autonomia che la vita gli ha negato.
L'autore sa sorprenderci introducendo un altro elemento di riflessione.
Il giovane X, a disagio nel proprio corpo, entra in hot line spacciandosi per una ragazza, Sasha.
Non potendo svelare la trama anticipo che avremo occasione di vivere una simulazione emotiva non priva di conseguenze.
La bravura dello scrittore al suo esordio letterario è quella di unire i puntini di tanti rivoli e ideare un quadro d'insieme molto intrigante.
Con una scrittura profonda e a tratti ironica ci costringe a guardare oltre le apparenze, ad interrogarci sul ruolo dell'identità, sui confini del corpo, sulle devianze mentali e sul bisogno di sentirsi ascoltati.
Complimenti, un libro corposo che si legge d'un fiato.

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