"Gloria" Andrés Felipe Solano SUR
"New York non l’ha ancora travolta. Non ancora. Per il momento ci sono soltanto troppe cartacce sui marciapiedi. Sono ancora lontani il blackout, le tane dei ratti, i palazzi bruciati e l’epidemia sessuale."
La narrazione di "Gloria", pubblicato da SUR grazie alla traduzione di Giulia Zavagna, si sviluppa in un'unica giornata.
Il tempo si dilata e si espande investendo la protagonista.
Ogni gesto, ogni movimento, ogni pensiero vengono registrati e questo originale costrutto serve a mettere in controluce una doppia narrazione.
Il romanzo non è più un memoriale sulla figura materna, è l'intersecarsi di una sperimentazione sentimentale.
È l'ansia di chi in una terra straniera deve imparare ad esistere, è l'amore difficile, è la precarietà del lavoro, gli incontri, le soste di un'attesa che è metafora di qualcosa di eccezionale che potrebbe accadere.
Andrés Felipe Solano scrive un romanzo attraversato da lampi di luce dove nella quotidianità si stempera la speranza.
Dove si può perdere la propria ombra e la propria identità.
Dove tutto è ancora possibile, dove si intrecciano la modernità della Grande Mela alle tradizioni dell'America Latina, dove il figlio è solo uno strumento, una voce tra le tante, un testimone attento.
Passato e futuro si intersecano creando una struttura ondulatoria, un piccolo labirinto mentale, una sperimentazione affettiva.
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