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"Oscura foresta" Tatiana Salem Levy La Nuova Frontiera

 

"Oscura foresta" Tatiana Salem Levy La Nuova Frontiera 





"Le parole esatte potrebbero essere: sono stata stuprata. Vostra madre è stata stuprata. Io, vostra madre, sono stata stuprata. È stata, sono stata. Stuprata. Stuprata. Stu-pra-ta."


Difficile raccontare uno stupro, ancora più complicato parlarne ai figli.

La lettera di Júlia è un atto d'amore, il bisogno di ritornare ad essere grembo per purificarsi ed accettarsi.

Quando fu brutalmente violentata era una ragazza normale, integra.

Era il 2014 e Rio si preparava ad un grande evento: le Olimpiadi.

Quella terribile dissacrazione del corpo e dell'anima resta indelebile nonostante gli sforzi per ricomporre i frammenti.

"Oscura foresta", pubblicato da La Nuova Frontiera grazie alla traduzione di Annabella Campanozzi, è un libro indispensabile.

Una testimonianza che non conosce la retorica, fatta di giorni e di ore, di lacrime e vergogna, di vuoti di memoria.

"Voglio ricordare tutto."

Il ricordo può essere spaventoso ma è necessario.

Non ci sono parole o aggettivi superflui, l'essenziale narrato con una lingua coraggiosa e dolente.

Tatiana Salem Levy usa la scrittura come strumento di salvezza, come spazio di rinascita.

Le siamo grati per la purezza che riesce a mantenere, per la pacata ricostruzione dei fatti.

Con il suo romanzo ha acceso una luce da offrire a tutte coloro che non ce l'hanno fatta.


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