"Il Dio del fuoco" Paola Mastrocola Einaudi Editore
"Efesto non sapeva che cosa fosse la preghiera, ma aveva capito che nasce dal pianto, ed è dolore misto a speranza."
Si resta abbagliati da "Il Dio del fuoco", pubblicato da Einaudi Editore.
Una scrittura così poetica, lieve, densa di immagini e metafore.
Un racconto che attinge alla mitologia greca, la rilegge, la interpreta, la rende viva.
La storia di Efesto, gettato nel vuoto dalla madre Era perché deforme, è la trasposizione di quello strappo tragico che ci impone alla nascita di staccarci dal corpo che ci ha nutrito, protetto, accudito.
Ma è anche il rifiuto di chi non sa accettare la diversità.
Accolto da due ninfe, Teti ed Eurinome, conoscerà il mistero degli abissi marini.
Quel suo isolarsi è segno di qualcosa che non ha ancora nome.
Efesto attraverso il fuoco e il suo potere imparerà a forgiare oggetti e a forgiarsi.
L'incontro con Prometeo è la scoperta della terra, l'osservazione della Natura, la conoscenza dei propri poteri e dei propri limiti.
La scoperta dell'Olimpo diventa sogno di farne parte e dietro questa spinta interiore c'è il bisogno inconscio di conoscere le proprie origini.
Nello scontro con la madre c'è rabbia, dolore, pena per sé stesso.
Pagine che lasciano intravedere la fragilità e "la nostalgia di non sapere dove tornare."
E il fuoco è quel qualcosa resta acceso nel buio della morte.
Paola Mastrocola supera sè stessa e ci ricorda che "la storia è circolare, e ogni punto del cerchio è un presente che è già passato o che deve ancora arrivare."
Da leggere per conquistare la libertà di creare.
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