Passa ai contenuti principali

"La sera" Susan Minot Playground L8bri

 

"La sera" Susan Minot Playground Editore






"Ha l'impressione che ognuno restasse in silenzio e sapesse pazientare, allora tutti i desideri si avvererebbero.
Ne è sicura.
Intanto una luce arancione inonda la stanza."


Sono le luci come guizzi improvvisi a rendere magico "La sera", pubblicato da Playground Libri e tradotto da Bernardo Ansaldi.
Un flusso di pensieri che si interrompono, ricompaiono, in un gioco di prestigio che rende la parola trasparente.
Emozioni a lungo trattenute emergono prepotenti.
L'ultimo atto di una vita intensa: tre matrimoni, un divorzio, quattro gravidanze.
Sul letto nella stanza che conosce bene, Ann Lord sa che il suo tempo è finito.
Non c'è disperazione ma una strana fretta che nasce dall'intensità delle esperienze che ha attraversato.
Al capezzale volti amati e suoni che arrivano attutiti.


"Una finestra occupata dalla nebbia, passi strascicati sul porticato grigio, assi calpestate nella notte.
Mentre stringe il cuscino sul letto, qualcosa emerge molto lentamente in lei, qualcosa che si sta spalancando.
A quanto pare, la sua anima."


Frammenti di un prima che per troppo tempo è stato rimosso.
Un incontro e quegli occhi chiarissimi, "tra i grigio pallido e l'azzurro" e la pelle color caramello.
È l'amore che profuma di rose e di piccole schegge dorate.
È il tempo della giovinezza, dell'incanto di sguardi e di pelle.
È la passione che si veste di gioia nel tumulto dei sensi.
I ricordi si mescolano al presente mentre resta un per sempre che è solo nella mente.
Perché amare significa spesso rinunciare e correre verso altri lidi.
Una prosa che anima i sensi, sfuggente come una foglia d'autunno.
Una storia bellissima dove l'addio è metafora di un nuovo modo di stringersi forte.

Commenti

Post popolari in questo blog

"I lupi dentro"Edoardo Nesi La Nave di Teseo

  "I lupi dentro" Edoardo Nesi La Nave di Teseo Non credo che "I lupi dentro", pubblicato da La Nave di Teseo, chiuda un cerchio. È il teatro che irrompe con la sua vitalità in una brillante ricollocazione dei personaggi che già conosciamo. Torna Fede Carpini che avevamo incontrato in "Fughe da fermo". Cambia lo scenario storico e politico, resta un'elegia malinconica che pervade le pagine. Si è conclusa un'epoca lasciando macerie e nelle vicende del protagonista è inscritta la traiettoria italiana. Ancora una volta Edordo Nesi ci regala un romanzo collettivo, una voce corale dove la memoria è un pericoloso cunicolo. Giocando sul passato e sul presente, sui cambiamenti di tonalità, sui falsi miti degli anni Ottanta, l'autore scolpisce quel che eravamo e quel che siamo diventati. Il tracollo economico è solo un pretesto per accendere le luci su un'economia che ha spazzato via un apparato produttivo fertile e creativo. Lo scrittore registra c...

"Pathemata" Maggie Nelson Nottetempo Editore

  "Pathemata"  Maggie Nelson  Nottetempo Editore  "Sto cercando di farmi amare." Un dolore fisico diventa sperimentazione di una scrittura che attraverso la frammentazione è un percorso liberatorio di conoscenza del Sé. Il corpo attraverso la bocca esprime un disagio che va analizzato e compreso. "Pathemata", pubblicato da Nottetempo Editore grazie alla traduzione di Alessandra Castellazzi, rifugge da ogni classificazione letteraria. Come nel precedente "Bluets" il breve testo entra in contatto con quella parte più intima della coscienza. Si fa racconto di episodi passati, di una relazione amorosa complicata, di ciò che significa amare. Esplicita attraverso il sogno la perdita del padre e dell'amica e nello spezzettamento sintattico prova a ricucire poesia e pensiero, parola e consapevolezza. Maggie Nelson ha il potere di trasmettere in un testo breve il senso di una sofferenza che è plastica, malleabile, privata e pubblica. La letteratura di...

"Volevamo magia" Matteo Quaglia Nottetempo Editore

  "Volevamo magia"  Matteo Quaglia  Nottetempo Editore  "La realtà non ci era sufficiente, eravamo alla costante ricerca dell’incanto. Volevamo incrinare lo specchio. Volevamo magia." Matteo Quaglia al suo esordio narrativo racconta stati d'animo e disorientamenti di una generazione alla deriva. Lo fa con uno stile compatto e una forte competenza letteraria e cinematografica. "Volevamo magia", pubblicato da Nottetempo Editore, è la ricostruzione di un tempo storico, il viaggio verso il senso dell'esistenza, la ricerca smaniosa di quel quid che forse non esiste. Ambientato a Trieste, il romanzo non perde mai l'oggettività. L'oggi è immobile, disarmonico, sfuggente. Non è casuale la figura di Ludovica, donna dalle mille sfumature e dai tanti misteri. Per il protagonista è l'irraggiungibile, il controcanto, lo spazio illusorio di una via di fuga. Il libro scatena riflessioni e interrogativi. Costringe a guardare oltre il monotono fluire de...