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"Quattro volte me" Maria Lazar Adelphi Editore

 


"Quattro volte me"

 

Maria Lazar

 

Adelphi Editore 



 


Scritto tra il 1928 e il 1929 "Quattro volte me" è una critica alla Vienna post imperiale e ai sogni di una libertà femminile che fu delusa.

Maria Lazar pur partecipando alla vita culturale dell'epoca era molto schiva, con idee libertarie che cozzavano con la mentalità del suo tempo.

Fortunatamente il suo romanzo grazie ad Adelphi Editore e alla traduzione di Laura Ragone arriva in libreria.

È un libro che esce dai canoni e imprime alla letteratura un nuovo taglio sia nella forma che nel contenuto.

Non conosciamo il nome della voce narrante, sappiamo che si identifica nelle tre amiche.

È l'Estranea, colei che non è nessuno.

In questa smaterializzazione sta la forza di una trama che nella frammentazione e nell'imitazione della personalità gioca le sue carte.

"Ogni matita con cui scrivo dev’essere un’arma. Un’arma contro Grete, contro Ulla, contro Anette, e anche, soprattutto, contro l’Estranea. E a scrivere qui sono io. Proprio così, io! Io soltanto!"

Aldilà dell'aspetto psicoanalitico l'autrice porta in scena tre modelli femminili.

Greta è espressione della borghesia, Anette della dissolutezza, Ulla del desiderio di autonomia.

C'è un'evidente frattura nei confronti di un femminile che non incarna lo spirito libertario della scrittrice.

Anche il linguaggio risente di una nuova modalità espressiva che sa essere conturbante, labirintica, avvolta da una nube di imprevedibilità.

Un testo che conquista, sfida, impone un cambiamento di rotta.


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